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mercoledì 17 aprile 2013

La Thailandia, il Thai baht e l’economia della regione

Un afflusso troppo rapido di capitali da parte di investitori stranieri potrebbe condurre la moneta thailandese ad uno stato inflattivo

La moneta thailandese, il Thai Baht, continua nel suo trend di crescita, salendo vertiginosamente da 0.42 al 28.89 per dollaro americano alle 9 di ieri mattina, portando il suo tasso mensile a 1.38 per cento e quello annuale a circa il 6 per cento. Sembra quindi non esservi alcun rallentamento per l’apprezzamento della moneta thailandese mentre gli Stati Uniti, l’Unione Europea ed il Giappone continuano ad immettere moneta nel tentativo di difendere le proprie economie e le proprie divise.

Mentre gli Stati Uniti hanno iniettato circa tre trilioni di dollari (87 trilioni di THB) nella propria economia dopo la crisi finanziaria del 2008, l’Unione Europea ha aperto e chiuso i propri rubinetti per gettare liquidità nel mercato finanziario e mettendo a punto dei veri e propri pacchetti d’intervento secondo le necessità degli Stati Membri UE. Queste due sole economie sono responsabili della infusione combinata di 7 trilioni nei propri sistemi finanziari.
Ad essi si aggiunge poi il Giappone, oggi guidato dal Premier Shinzo Abe, con la sua promessa di trarre l’economia della sua Nazione fuori dalla deflazione attraverso un colpo da 2.7 trilioni di Dollari USA.

Confermando il rating Aa3 e con una prospettiva stabile confermata lunedì scorso, il Servizio Investitori Moody’s ha sottolineato che il Giappone potrebbe dover affrontare un livello straordinario di debito pubblico per mantenere il rating ottenuto. Il Giappone ha un vasto bacino di risparmi nazionali ed una bassa speculazione del settore privato, il che impartisce stabilità nel mercato finanziario nazionale.

Il Giappone ha una posizione, in termini d’investimento, molto forte in sede internazionale, una posizione che lo mette in grado d’essere un cuscinetto interposto contro gli scossoni dei mercati finanziari globali e che genera anche un flusso di capitali in ingresso alquanto stabile a sostegno del surplus finanziario corrente. Questo assetto consente al Governo giapponese di trarre benefici dai bond a tasso nominale basso nonostante abbia il più grande debito del mondo. Il mercato dei bond azionari del Governo giapponese ha anche un alto livello di immunità rispetto alla volatilità del clima finanziario esterno.

“La nuova politica monetaria Quantitativa e Qualitativa per alleviare della Banca del Giappone assicura che il Governo continuerà ad avere bassi costi fino al 2014”, ha affermato Moody’s. Vede rischi nel lungo termine ma sembra che Shinzo Abe chiuderà un occhio per quanto riguarda una eccessiva cautela, almeno per adesso.
La politica di Abe finora sembra aver lavorato bene. Lo yen, che è salito fino a raggiungere il livello di 78 per dollaro americano lo scorso anno, si sta indebolendo. Nella giornata di ieri è scivolato al 12 per cento, raggiungendo così il livello più basso mai raggiunto fin dal 2009. Nei confronti del Thai Baht, è più in basso del 6.70 per cento lungo l’ultimo mese, raggiungendo il livello di 29.18.

Gli esportatori thailandesi saranno quelli che risentiranno maggiormente di questo quadro, soprattutto in considerazione del fatto che più del 30 per cento delle esportazioni thailandesi sono destinate proprio verso gli USA ed il Giappone. I contratti a copertura del rischio di cambio sono praticamente un must del momento, in particolar modo se si tiene conto del fatto che il Thai Baht sembra volersi assolutamente rafforzare ulteriormente contro le due valute, con afflussi continuativi.

Il Gruppo Ricerca DBS intravede ulteriori investimenti in uscita dal Giappone in cerca di collocazioni migliori nel mondo, ravvisate nell’Eurozona e nel Sud Est asiatico. Ad esempio, il debole Yen ha dato una mano nel puntellare l’Euro a 1.30 contro il dollaro. I bond governativi in Italia son ritornati ai loro precedenti livelli di collocazione detenuti nella prima parte dello scorso mese di febbraio. Il Fondo Investimento Pensioni del Governo Giapponese, il fondo pensionistico più grande del mondo con un portfolio di 1.2 trilioni di dollari americani, questo mese dovrà rivedere la allocazione del suo assetto. “Il Giappone ha indicato il Sud Est Asia come destinazione potenziale per i propri investimenti”, ha affermato il Gruppo Ricerca DBS. Il Thai Baht thailandese ed il Ringgit della Malaysia appaiono essere i più ricettivi nei mercato odierni. Questo ha aiutato Singapore ad ancorare meglio il proprio dollaro e compensare alcune delle pressioni da parte del Won coreano e del Dollaro di Taiwan.

Usara Wilaipich, Senior Economist presso la Standard Chartered Bank (Thailandia), ha affermato che il Thai Baht potrebbe essere la valuta meglio performante a livello mondiale, quella con il più grande avanzamento nell’anno corrente. Dopo un incremento del 3 per cento lo scorso anno, ha aggiunto finora un 5.4 per cento quest’anno, l’avanzamento più grande tra le 11 monete maggiormente circolanti nella regione. Nel brevissimo periodo, il momento della crescita sembra essere confermato.
Le misure di stimolo introdotte in Giappone spingeranno i flussi verso i mercati emergenti, innanzitutto verso le grandi economie, Cina, India, Indonesia ed il Sud Est Asia considerato nella sua interezza, ha aggiunto l’esperta di economia e finanza, oltre che dei flussi delle valute.

A fronte di flussi di capitali in entrata e di forte domanda onshore per la propria valuta, la Cina ieri ha innalzato il rapporto Dollaro/Yuan fissandolo allo 0.15 per cento, la crescita maggiore fin dallo scorso 8 febbraio, raggiungendo il livello di 6.2548 per dollaro.

In ogni caso, la People’s Bank of China mantiene ancor oggi pugno fermo sulla propria valuta, non lasciandola fluttuare troppo liberamente sotto i voleri del mercato. Il Fondo Monetario Internazionale nello scorso mese di luglio ha ripetuto una asserzione per la quale lo Yuan era “moderatamente” sottostimato.

“Incapace di trovare una propria via per la Cina, la liquidità fluisce verso altre economie che potrebbero produrre ritorni migliori. India e Indonesia stanno ancora soffrendo di una inflazione alta e di deficit di valuta. Il Nord Est Asia –in special modo la Corea del Sud- è preda delle tensioni createsi nella Penisola Coreana, e così i flussi si condenseranno a favore del Sud Est Asia”, ha aggiunto Usara Wilaipich.

A livello regionale, sulla base di 1.6 miliardi di dollari americani di afflussi di capitali stranieri verso azioni nello scorso mese, il Ringgit malese –che s’è mosso verso l’alto più del 3.6 per cento lo scorso anno- nella giornata di ieri ha raggiunto un livello di 11 su base mensile raggiungendo 3.03 per Dollaro USA. La prospettiva economica, però, avrà un quadro più chiaro e dipenderà largamente dai risultati delle elezioni del prossimo 5 Maggio.

Il Peso, la valuta delle Filippine, ci si aspetta che cresca fino a raggiungere i 39.3 per dollaro dopo aver vinto un rating nel grado d’investimento. Il guadagno potrebbe essere limitato dal 7 per cento d’apprezzamento dello scorso anno.

I problemi dell’Indonesia sono un caso a parte. Mentre il consumo è stato alto, gli investimenti diretti stranieri, negli ultimi anni, hanno spronato l’importazione, conducendo ad un pesante deficit di flusso corrente. Le sue riserve straniere sono diminuite di circa 100 miliardi di dollari americani, al confronto dei 200 miliardi di dollari americani in Thailandia la cui economia è la terza in ordine di grandezza. “Ora la Thailandia è la destinazione più promettente. I titoli a 10 anni al 2.9 per cento nelle Filippine, contro il 3.5 per cento in Thailandia, indicano il flusso incrociato tra Nazioni”, ha aggiunto Usara Wilaipich.

Ulteriori fondi giungeranno dal Giappone verso il mercato dei titoli thailandesi in cerca di maggiori guadagni. Sebbene i tassi d’interesse giapponesi cresceranno sull’onda della nuova politica economica e finanziaria, sono ancora i tassi più bassi della regione. La Thailandia è una destinazione promettente con un più alto ritorno e la possibilità di apprezzamento della valuta.

Secondo il Mercato dei Titoli Azionari di Thailandia, i fondi globali hanno acquisito una rete di 10 miliardi di titoli governativi thailandesi nell’arco di quest’anno. “Gli afflussi potrebbero condurre a punte nella fissazione dei prezzi. Allo stesso modo, se i flussi in entrata continueranno a questa velocità, il Thai Baht potrebbe incorrere in uno stato d’inflazione, crescendo oltre i fondamentali sottolineati”, ha aggiunto Usara Wilaipich.

Fonte http://www.lindro.it/economia/2013-04-12/78298-la-thailandia-il-thai-baht-e-leconomia-della-regione

venerdì 22 marzo 2013

Pedofilo estradato dalla Thailandia

L'uomo era stato condannato a sei anni per violenza carnale, atti di pedofilia e altri reati sessuali. Sconterà la sua pena a San Gallo

BERNA - La Thailandia ha estradato oggi alla Svizzera un criminale sessuale condannato con sentenza passata in giudicato. Durante il volo di ritorno l’uomo è stato accompagnato da impiegati della polizia cantonale di San Gallo e assistito da un medico poiché affetto da problemi di salute. Atterrato a Zurigo al mattino, è stato in seguito consegnato all’ufficio preposto all’esecuzione delle pene del Canton San Gallo per espiare la condanna a una pena detentiva di sei anni.

Il 5 luglio 2011, il tribunale cantonale di San Gallo aveva condannato l'uomo a una pena detentiva di sei anni per violenza carnale, atti di pedofilia e altri reati sessuali. Prima del passaggio in giudicato della sentenza, l'uomo si era trasferito all'estero.

Nell'ottobre dello scorso anno la rappresentanza svizzera di Bangkok aveva trasmesso alle autorità thailandesi la domanda di estradizione dell'Ufficio federale di giustizia fondata sulla sentenza del tribunale sangallese, nel frattempo passata in giudicato ed esecutiva. Il 16 gennaio scorso il criminale sessuale è stato arrestato a Phitsanulok, nel Nord-Est del Paese, e trasferito nella capitale. Dopo che l'uomo ha consentito a essere consegnato alle autorità svizzere, quelle thailandesi hanno dato il nullaosta all'estradizione. La relativa decisione è passata in giudicato il 20 febbraio.

Fonte http://www.tio.ch/News/Svizzera/727744/Pedofilo-estradato-dalla-Thailandia/

Scuola digitale, primato della Thailandia: dal governo, 9 milioni di tablet gratuiti per gli studenti

Si tratta della più grossa operazione mai realizzata da un governo per l’istruzione digitale mentre in Italia il Decreto Crescita 2.0 mette i tablet a carico delle famiglie, promettendo solo un risparmio sul prezzo.

INTERNET - La Thailandia distribuirà gratuitamente 1,7 milioni di tablet ai suoi studenti, nell’ambito di una delle più importanti operazioni del genere nel mondo.  

Surapol Navamavadhana, consigliere del Ministero delle Tecnologie dell’Informazione, ha dichiarato che il mese prossimo il governo avvierà delle aste elettroniche per comprare le ‘tavolette’ destinate agli allievi delle scuole primarie e secondarie, impegnando un budget di oltre 4 miliardi di bath (150 milioni di euro). Altri 54 mila tablet verranno consegnati agli insegnanti.
“Si tratta della più grande dotazione di tablet mai avvenuta nel mondo prevista dal governo per l’istruzione”, ha assicurato Navamavadhana e l’obiettivo è di arrivare a distribuirne 7 milioni in più nel 2014.
 
La Thailandia va oltre anche a quanto fatto in Italia col Decreto Crescita 2.0 con il quale è stata limitata di molto la portata delle precedenti norme, introducendo un sistema molto graduale per l’adozione dei libri digitali nelle scuole mentre, per quando riguarda i dispositivi, si stabilisce che “la scuola assicura la disponibilità dei supporti tecnologici necessari alla fruizione dei contenuti digitali”, ma con spesa a carico delle famiglie 'entro limiti specifici'.
 
All’asta in Thailandia parteciperanno nove aziende. I Paesi coinvolti sono, Cina, Germania, India e Paesi Bassi.
Lo scorso anno il governo aveva già distribuito 850 mila device acquistati da una società cinese per 2,2 milioni di baht.
 
Il progetto ‘Un tablet per bambino’ rientrava nel Programma elettorale del Primo Ministro Yingluck Shinawatra insieme ad altre misure come l’aumento del salario minimo, già realizzato. Proposte che l’attuale opposizione aveva definito populiste.
I tablet, di proprietà delle scuole, potranno essere portati a casa dagli studenti, ma il governo ha raccomandato a docenti e genitori di assicurarsi che non ne abusino per motivi diversi dallo studio.

Fonte http://www.key4biz.it/News/2013/03/21/Tecnologie/tablet_it_scuole_digitali_ebook_libri_digitali_216506.html

venerdì 15 marzo 2013

Thailandia, esploso un iPhone 5 nelle mani del suo proprietario

Foto: EPA

Un cittadino thailandese per un miracolo non è rimasto gravemente ferito a seguito dell'esplosione del suo "iPhone 5" della Apple. Il telefono gli è esploso tra le mani dopo una telefonata di 30 secondi. Il cellulare prima si è surriscaldato, poi ha cominciato a fumare. Non appena il proprietario lo ha gettò a terra, il telefono è esploso. Il protagonista dell'incredibile vicenda ha raccontato che dopo la prima esplosione si sono susseguite altre tre e il cellulare gli ricordava un petardo. Bisogna sottolineare che il telefono era quasi nuovo, dal momento che l'uomo lo aveva comprato solo due mesi fa.

Fonte http://italian.ruvr.ru/2013_03_14/Thailandia-esploso-un-iPhone-5-nelle-mani-del-suo-proprietario/

domenica 10 marzo 2013

La Thailandia cresce troppo in fretta

La Thailandia aspira ad assumere il ruolo di Paese leader nell’ambito di una eventuale costituenda revisione dell’ASEAN in direzione della costruzione degli 'Stati Uniti dell’ASEAN', conscia della ricchezza del suo Regno, della cultura religiosa e della sua capacità di autopromuoversi come guida della Comunità Economica ASEAN (AEC) entro il 2015, fattori confermati dal guru dell’Economia Philip Kotler. L’economista ha poi aggiunto: “La Thailandia ha una cultura affascinante ed è una delle più grandi Nazioni buddhiste del Sud Est Asia. La Nazione è guidata da criteri di ispirazione religiosa e vive in positiva armonia, seguendo principi del buon vivere. Questi potrebbero davvero essere punti di forza per la Thailandia”.

In tal proposito, bisogna aggiungere che le autorità monetarie thailandesi continuano a ritenersi coscienti del fatto che la questione della sostenibilità fiscale sia importante, in questo preciso momento storico. Il piano di sviluppo a medio termine, che comprende progetti di spesa su larga scala, è quello di continuare a perseguire l’obbiettivo di mantenere il debito pubblico sotto il livello del 50 per cento del Prodotto Interno Lordo, consentendo una percentuale del 10 per cento di escursione contro shock esterni strettamente connessi al limite legale del 60 per cento del Prodotto Interno Lordo. Le autorità immaginano si raggiunga il pareggio di bilancio entro il 2017, il che implica che le misure a breve termine criticate di essere populiste sono vicine alla loro fine. Il Gruppo Nomura mantiene la sua previsione di crescita economica per la Thailandia al 6.1 per cento, il che equivale a dire che sarebbe superiore persino a quello dell’Indonesia pari al 6.1 e quindi sarebbe il tasso di sviluppo del PIL più alto in tutta l’area Sud Est asiatica nel corso del 2013.

A causa del robusto outlook, Nomura confida nel fatto che -secondo le sue previsioni- la Banca di Thailandia manterrà la politica dei propri tassi di interesse intatta nel corso dell’intero 2013. Questo presuppone che l’inflazione non debba affacciarsi. Mentre l’inflazione si mantiene bassa, la domanda interna è parecchio forte.

Un altro dato è quello della fiducia dei consumatori che in Thailandia ha raggiunto il suo livello più alto da 19 mesi a questa parte, ed è dovuto principalmente all’espansione economica, allo stimolo indotto dal fisco e dal più alto potere d’acquisto, secondo i dati messi a disposizione dal Centro di Previsioni Economiche e del Business CEBR. In ogni caso, stante il clima di incertezza globale, l’apprezzamento del Thai Baht e la situazione politica interna non mancano anche i rischi per la crescita economica thailandese. L’Indice di Fiducia dei Consumatori è cresciuto fino al 74.3 per cento dal 72.1 del mese scorso, secondo quel risulta dai report del CEBR. È la quinta crescita consecutiva, sebbene si resti al di sotto del parametro 100 per il massimo stato di fiducia teorica.

Il professor Philip Kotler ha continuato la sua lezione affermando poi: “C’è bisogno di pensare all’interno dell’ASEAN di lavorare nel creare l’immagine della Nazione ed immaginare quali possano essere le idee guida più attraenti nel caratterizzare la Thailandia. Qui ora avete bisogno di individuare il miglior modo di pubblicizzare il Marchio-Thailandia”.
Philip Kotler, 81 anni, professore emerito presso la Kellogg School of Management della Northwestern University, negli Stati Uniti, comunemente viene identificato come 'il padre del marketing sociale' ed è l’autore del libro 'Marketing 3.0'. È intervenuto con un suo contributo nella sessione esclusiva di training intitolata “Valori del Marketing Controllato” tenutasi nella giornata di ieri presso il quotidiano 'Krungthep Turakij' ed il circuito televisivo nazionale.

Mostrando i trend globali della crescente classe media, il rafforzamento del consumo e la crescita della entità geopolitica denominata 'Chindia' (Cina + India), il professore ha affermato che è giunto il momento di gravitare lì dove c’è la crescita.
Fino ad oggi, le società multinazionali con capitali provenienti in prevalenza dalla 'triade' composta da Europa, Stati Uniti e Giappone hanno creato la maggior parte dei nuovi prodotti. In ogni caso, vi sono oggi poteri economici con valenza di multinazionali provenienti da Cina, India, Brasile, Russia, Turchia, Sud Africa, Thailandia e Messico. Si tratta di Paesi tutti con grandi ambizioni, con la stessa visione proiettata in avanti e con voglia di credere ed allo stesso tempo tutti vogliono di per sé diventare giganti globali, ha affermato il Professore Philip Kotler.

“Il marketing tradizionale è morto”, ha dichiarato il professore, indicando i cambiamenti in corso nelle varie Compagnie che non possono più temporeggiare sulle quattro P del marketing –Prodotto, Punto vendita, Prezzo, Promozione. Al posto di strategie orientate sul fattore 'vendita', il professor Kotler ha detto che le società hanno bisogno di avere un reale scopo finale in mente che definisca il loro marchio differenziandolo dagli altri, creando un marchio caratterizzato da genuina lealtà ed infine spronando quanto più possibile la domanda dei propri prodotti.

L’Asia ha adattato le idee occidentali per diventare una potenza commerciale ed in termini di marketing, come accaduto in nazioni quali il Giappone, la Corea del Sud, guidando l’intero gruppo nel creare una cultura di miglioramento costante o come l’ha definita il professor Kotler “distruzione creativa”.

Un marchio che ha superato le proprie aspettative è Samsung, che ha edificato se stesso dal livello di semplice componente dell’apparato produttivo occidentale e dei suoi marchi principali del settore, fino ad essere in se stesso un marchio tra i primi produttori al mondo di smartphones e di televisori. Per ogni singolo prodotto, Samsung fissa una squadra 'creativamente distruttiva' impegnata nel ricercare i difetti e per scoprire come il prodotto stesso possa essere migliorato. Per questi motivi, il professor Kotler non s’è affatto peritato di ritenere che Samsung continuerà ad essere ancora a lungo un marchio guida, anzi, un “Mega-Marchio” di caratura internazionale. “Samsung non ha paura della Apple”, ha affermato il professore,  anzi, la vera preoccupazione è verso la capacità della Cina di porre la propria concorrenza in termini di opzioni ampie nel campo dei prezzi più bassi. Un esempio citato, in questo caso, è quello della giapponese Toyota che infatti da lungo tempo combatte con Marchi competitors cinesi e indiani.

Fonte http://www.lindro.it/economia/2013-03-08/73344-la-thailandia-cresce-troppo-in-fretta

venerdì 1 marzo 2013

Thailandia, spiragli di pace


Storica firma per un "processo di dialogo" tra Bangkok e i ribelli separatisti nel Sud. Ma le incognite sono enormi.

ALESSANDRO URSIC

Dopo oltre 5 mila morti in nove anni, è senza dubbio una buona notizia: la Thailandia si siederà a un tavolo con i ribelli islamici che operano nell’estremo sud nel Paese. La firma di una intesa preliminare è stata messa oggi in Malaysia, da un generale thailandese e uno degli esponenti politici dei separatisti: tra due settimane inizieranno i colloqui. Però parlare di “trattative di pace” è decisamente prematuro.

Il documento è già di per sé vago. Istituisce un “processo di dialogo” che se non altro potrebbe portare a una diminuzione degli attacchi nelle province di Pattani, Yala e Narathiwat, piagate da uno stillicidio di imboscate, esecuzioni, attentati e vendette reciproche contro militari, funzionari, insegnanti, musulmani considerati collaborazionisti. Ma per quali obiettivi e con quali strumenti, è tutto da definire.

Una delle difficoltà è capire quali sono gli interlocutori e i loro fini, per i molteplici interessi in gioco. Da una parte c’è lo stato thailandese, dove però il governo di Yingluck Shinawatra e l’influente esercito non remano necessariamente dalla stessa parte. Dall’altra, alla firma di oggi c’era il “Fronte rivoluzionario nazionale” (Brn), che è però solo uno dei tanti gruppi attivi, spesso senza un leader riconosciuto, una bandiera, un obiettivo chiaramente definito. Se l’ideale è quello del separatismo, non è chiaro se una maggiore autonomia potrebbe bastare. Probabilmente a parte dei militanti sì, ma non a tutti i 9 mila che l’esercito thailandese crede siano attivi.

Soprattutto, le autorità thailandesi non hanno specificato cosa intendono mettere sul tavolo delle trattative. Una secessione è fuori discussione. Ma anche una maggiore autonomia è quasi un tabù in Thailandia, uno stato fortemente centralizzato, dove tutti i governatori provinciali - a parte quello di Bangkok - non sono eletti dai cittadini ma nominati dalla burocrazia della capitale, e la concezione del potere discende direttamente da un re considerato semi-divino dalla maggioranza buddista; tale religione è anzi considerata formalmente uno dei tre pilastri dello Stato. Dall’opinione pubblica thailandese, largamente indifferente al tema, non giungono pressioni di nessun tipo sul governo.

Nel frattempo, le due parti non hanno fatto menzione di un cessate il fuoco. La regione rimane fortemente militarizzata, e negli ultimi mesi i militanti hanno mostrato una rinnovata audacia nei loro attacchi, sempre più imprevedibili. Ma l’esercito thailandese, che per anni ha fallito sia con la repressione sia con una strategia per vincere “i cuori e le menti” della popolazione, sta cominciando a ottenere risultati contro la guerriglia. Due settimane fa, un blitz contro una base militare è stato respinto dai soldati, allertati da una soffiata: i ribelli hanno perso 16 uomini, mentre nessun soldato è rimasto ferito.

Se nessuna delle due parti vede profilarsi una vittoria, le condizioni per mettersi a parlare dunque ci sarebbero. Ma finché non iniziano a discutere dei nodi più spinosi - quale grado di autonomia concedere, quali interessi verranno danneggiati - l’unico risultato sarà quello di prendere tempo per riorganizzarsi meglio sul campo. Il rischio, specie da parte di Bangkok, è quello di una soluzione di facciata che sposti il problema solo un po’ più in là.

Fonte http://www.lastampa.it/2013/02/28/blogs/asian-express/thailandia-spiragli-di-pace-BSNZ7Un16VcBrRgDWoL1LO/pagina.html

martedì 19 febbraio 2013

Travolta e uccisa la coppia che girava il mondo in bicicletta

Il viaggio iniziato nel 2011 si è tragicamente concluso nelle strade della Thailandia

Erano partiti per un giro del mondo in bicicletta nel luglio del 2011, pedalando attraverso l'Europa, passando per il Medio Oriente fino alla Cina, ma le strade della Thailandia si sono rivelate fatali per Peter Root e Mary Thompson. I due britannici, 34 anni entrambi, artisti di Guernsey, isola britannica nella Manica, sono stati travolti e uccisi da un camion a un centinaio di chilometri a est di Bangkok.

La loro avventura è stata seguita da molti affezionati alle due ruote in tutta la Gran Bretagna, così come il tragico epilogo, riportato in prima pagina da tutti i quotidiani del regno.

 Le autorità thailandesi hanno confermato l'incidente, che si è verificato mercoledì scorso, spiegando che a causarlo è stato l'autista del camion, che ora rischia dieci anni di prigione.

Informato dei fatti, il padre di Peter Root, Jerry, ha chiesto il rimpatrio delle salme descrivendo i due corridori come una "coppia d'oro" che "amava la vita", scrive il Mail online.

 Secondo le statistiche ufficiali la Thailandia è uno dei Paesi con il più alto tasso di incidenti stradali, con più di 13mila morti all'anno e circa un milione di feriti.

I due cicloturisti si erano conosciuti 14 anni fa al college. Nel corso del loro viaggio avevano documentato in un sito web

IL LORO VIAGGIO DEL MONDO SU DUE RUOTE

 

Fonte http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/1082445/travolta-e-uccisa-la-coppia-che-giravail-mondo-in-bicicletta.shtml