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mercoledì 19 giugno 2013

PHUKET: Thailandese punta la pistola contro un turista Russo

Phuket: Mr Tubaev era in Thailandia dal 5 di aprile e soggiornava presso la PK Mansion di Phuket Town, non distante dal Central Festival.

Dopo un mese ha conosciuto una ragazza di nome Karn che viveva nello stesso edificio e lavorava in un ufficio del piano terra.

Mr Tubaev riferisce a Phuket News nella versione russa Novosti Phuketa, che sapeva che la ragazza Thai viveva con un connazionale ma lei gli avrebbe fatto credere che si trattasse del fratello.

Ha pranzato con Karn ed alcune colleghe un paio di volte e il 6 di Maggio e' stato invitato dalle ragazze ad una gita a Khao Lak.

Il 5 di Giugno Karn gli dice che non avrebbero piu potuto frequentarsi, senza esplicitarne le ragioni.

Il giorno seguente Mr Tubaev sente qualcuno bussare alla sua porta provando ad aprirla forzatamente.

In quel frangente non apre la porta e cosi quel qualcuno se ne va.

Alle 15:00 ritorna e bussa ancora alla porta. Questa volta Mr Tubaev prepara la sua telecamera, inizia a registrare e poi apre la porta.

Un uomo di nazionalita' Thai gli punta una pistola e gli intima di inginocchiarsi, ripetutamente dice a Mr Tubaev di star lontano da Karn rivelando che sarebbe stata la moglie, e ordinandogli di tornare in Russia colpendolo piu volte al viso con schiaffi, ad un certo punto gli punta la pistola alla tempia e preme il grilletto, l'arma non spara e il Thai se ne va.

Mr Tubaev lascia l'edificio nello stesso giorno e 2 giorni dopo denuncia l'accaduto alla polizia. Il Thai viene arrestao 3 giorni dopo.

Il russo, proseguendo il suo racconto al Phuket News, dice che il Thai gli avrebbe offerto le sue scuse e 10000 baht di risarcimento, entrambe rifiutate dal Russo.

Il caso e' ora nelle mani del Tribnale. Mr. Tubaev ha lasciato Phuket.

La Polizia ha rivelato al Phuket News che la pistola era una replica, che non avrebbe mai potuto sparare.

Di seguito il video girato dal Russo:




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Thailandia, un tablet per ogni studente: il piano del governo

In arrivo 13 milioni di 'tavolette' per ridurre gap educativo

Roma, (TMNews) - Inglese, matematica, musica, thai: tutto davanti a un tablet. Benvenuti in una classe del XXI secolo della campagna thailandese. Il governo del Paese asiatico ha infatti intenzione di fornire tablet gratuiti a 13 milioni di studenti entro la fine del prossimo anno. E tra i primi bambini da assistere ci sono quelli delle famiglie povere."Non potrebbero comparsi un tablet da soli. Se il governo li aiuterà, i bambini più poveri della campagna avranno le stesse opportunità degli studenti della città", afferma questo preside.L'obiettivo del progetto scolastico che prevede una "tavoletta" per ogni scolaro è quello di ridurre il gap educativo tra le famiglie povere e ricche. Per gli esperti, infatti, senza un buon livello scolastico-educativo, sarà difficile combattere il livello di povertà del Paese."Con l'attuale sistema scolastico - afferma questo esperto - il metodo di apprendimento degli studenti è quello di memorizzare i concetti e poi sostenere una prova. Ma si tratta di un sistema sbagliato perchè si forma una standardizzazione del pensiero".Tuttavia, anche con i tablet i problemi non spariscono del tutto: in primo luogo quello legato alla ricarica. Non tutti, infatti, dispongono di corrente e a scuola le bollette dell'elettricità crescono a vista d'occhio. Ma il programma governativo resta comunque una speranza per la ridefinizione di un sistema scolastico che altrimenti rimarrà sempre insufficiente.Immagini: Afp

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martedì 18 giugno 2013

Thailandia: monaci buddisti su jet privato

Video spopola su web, occhiali da sole da top Gun e Louis Vuitton e iPod 

 Due monaci buddisti a bordo di un jet privato e in possesso di costosi gadget. Sono i protagonisti di un video pubblicato su YouTube che ha scatenato in Thailandia una polemica sullo stile di vita di parte del 'clero' nazionale.

Nel filmato, che ha ricevuto oltre 200 mila visualizzazioni due monaci si preparano al decollo rilassandosi sui lussuosi sedili, indossando occhiali da sole stile 'Top Gun'. Sul sedile accanto una borsa di Louis Vuitton, mentre uno dei due ascolta musica col suo iPod.




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sabato 15 giugno 2013

Thailandesi, bevete latte che crescete

Bevi latte che cresci bene e diventi alto. Generazioni di italiani del Dopoguerra se lo sono sentiti ripetere dalle mamme (e in effetti, la statura media dei maschi si è alzata dai 167 cm del ‘51 ai 174 di oggi: ovviamente anche per svariati altri fattori).

Certo, non si era mai arrivati, come ora in Thailandia, al fatto che sia lo Stato a invitare i cittadini a bere un bicchiere di latte di mucca al giorno per incrementare l’altezza media della popolazione di ben otto centimetri nei prossimi 10 anni. Ci crede davvero, il governo di Bangkok. In realtà, lo “Stato-mamma” ha in mente un “progetto latte” più ampio, che comincia dall’incoraggiare le puerpere a prolungare l’allattamento al seno il più a lungo possibile, almeno per i primi sei mesi del bambino.

Nelle scuole, fin dall’asilo, il “programma” già prevede due o tre tazze al giorno (nella foto, un militare Usa distribuisce latte ai bimbi di una zona rurale della Thailandia nell’ambito di un progetto umanitario).

Il viceministro della Salute, Cholanan Srikaew crede che “un bicchiere di latte al giorno” possa portare i diciottenni del 2023 a essere alti un metro e 75 centimetri (contro l’1,67 di oggi), e le ragazze 1,65. In più, a spingere l’aspettativa di vita dai 74 anni medi a 80.

Di sicuro c’è che i thailandesi sono in coda alla classifica dei consumatori di latte, con 14 litri a testa all’anno, contro una media che nel Sud-est asiatico è di 60 e nel mondo di 103,9 litri. Una ragione – che spiega anche la resistenza che la campagna potrebbe incontrare – c’è: l’intolleranza al lattosio assai diffusa fra i thailandesi, che infatti hanno già ignorato un primo tentativo del governo che puntava sul “bere latte diluito in acqua”.

Ora però, la strategia fa leva su una debolezza dei genitori: avere figli più alti. Del resto, l’hanno sempre detto anche a noi italiani, le mamme: bevi il latte che cresci…

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I thailandesi amano l'Etna. Ma dove atterrano?

di Tony Zermo

Bisogna crederci nelle cose, altrimenti non avviene niente. Chi poteva mai pensare che la lontana Thailandia fosse interessata all’Etna?
Bisogna crederci nelle cose, altrimenti non avviene niente. Chi poteva mai pensare che la lontana Thailandia fosse interessata all’Etna? Eppure è avvenuto perché il direttore generale in Italia della Thai Airways, che quasi tutti gli anni vince il premio qualità, è andato fin sulla sommità del vulcano e ha detto: «Lavorerò per far visitare l’Etna a tantissimi turisti thailandesi. Nel mio Paese non ci sono vulcani, ma ci sono molte persone che vorranno conoscere questo luogo straordinario».

Saranno frasi di circostanza, ma fanno sempre piacere. La visita è stata voluta dalla presidente del Parco dell’Etna Marisa Mazzaglia. «È la prima tappa di un percorso che potrebbe fare diventare l’Etna, prossimo all’inserimento nel Patrimonio mondiale dell’Unesco, meta privilegiata dei flussi turistici provenienti da tutto il sud-est asiatico». Bene benissimo. Ma in quale aeroporto atterreranno i turisti provenienti da Bangkok? Non certo a Fontanarossa che ha ancora la pista corta, quasi certamente a Roma, oppure a Palermo che la pista lunga ce l’ha.

Questa visita dei dirigenti della Thai ci dà spunto per sollecitare il progetto di Fontanarossa che costa circa 140 milioni e prevede una nuova pista più lunga di circa 400 metri per arrivare a 3000 metri, con la parte finale leggermente sollevata, inoltre ci sarà un lieve abbassamento del piano ferrato per realizzare la stazione ferroviaria dedicata all’aeroporto e ai passeggeri provenienti da Nord, dal Sud e dal centro. Sarà, o meglio sarebbe, la piattaforma logistica di Catania porta del Mediterraneo, tra l’altro con le autostrade a portata di mano, ma c’è anche la difficoltà di convincere le Ferrovie a eseguire i lavori di sua competenza.

Dice l’ing. Gaetano Mancini, amministratore delegato della Sac: «Noi non possiamo avere la forza di intervenire sulle Ferrovie, però il presidente Crocetta e gli assessori Stancheris e Bartolotta si stanno interessando del problema e sappiamo che lo stanno facendo con impegno». Però quando l’Etna sarà dichiarato patrimonio dell’Umanità e aumenterà il flusso dei turisti saremo ancora con le attuali strutture e senza la seconda pista che consentirebbe di raddoppiare la movimentazione degli aerei. In sostanza le potenzialità di attrazione della Sicilia stanno crescendo, ma non crescono (ancora) le infrastrutture.

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venerdì 14 giugno 2013

F1 | Phuket potrebbe ospitare il primo GP di Thailandia

14 giugno 2013 – I funzionari di Bangkok addetti all’organizzazione della corsa sul suolo della Thailandia hanno ricevuto, in questo periodo, un forte segnale d’arresto riguardo i lavori che la macchina organizzativa locale stava portando avanti al fine di organizzare l’evento iridato. E’ infatti di una settimana fa circa la notizia di un decreto legge, da poco andato in vigore, che vieta qualsiasi forma di corsa per il centro storico della capitale, al fine di preservarne l’arte e la cultura. 

“La legge è entrata in vigore il 16 maggio scorso e proibisce ogni esibizione o corsa sul suolo del centro storico di Bangkok, al fine della conservazione della cultura e delle arti della nostra città.” ha dichiarato un funzionario all’agenzia di stampa locale.

Come anticipato sui nostri canali [vedi approfondimento qui], era stato reso pubblico il disegno del mancato circuito già mesi addietro (sulla destra vi è l’immagine del vecchio layout). Di fatto, però, non se ne farà più niente. I dipartimenti del turismo e dello sport locali hanno anche temuto l’annullamento della proposta di Gran Premio fino a un paio di giorni fa, quando il silenzio sull’argomento è stato rotto dalle parole del Ministro dello Sport thailandese, Somsak Pureesrisak, che ha cosi dichiarato:

“Putroppo devo confermare che non possiamo più tenere un Gran Premio a Ratchadamnoen Avenue e nel centro storico di Bangkok visto che la legge, entrata in vigore il mese scorso, vieta qualsivoglia evento motoristico qui. Ad ogni modo abbiamo ancora tempo per trovare una location alternativa e posso dire che Phuket potrebbe essere il luogo ideale che soddisfa questo nostro obiettivo. Abbiamo ancora tempo per decidere e prepararci per la gara.”

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